L'analisi che segue riflette esclusivamente l'opinione personale dell'autore e ha finalità puramente informative e divulgative. Non costituisce in alcun modo consulenza finanziaria, raccomandazione di investimento, sollecitazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari, né previsione di andamenti futuri. I contenuti non garantiscono accuratezza, completezza o affidabilità, e ogni decisione di investimento resta di esclusiva responsabilità del lettore.

In due settimane il future sul Nasdaq 100 è tornato sui prezzi di inizio maggio, con un calo del 3,88%. Quello sull'S&P 500 ha limitato il danno allo 0,89% e ha difeso ancora una volta la fascia di supporto che regge da metà maggio. In mezzo ci sono il petrolio, un'inflazione migliore delle attese, il debutto di SK Hynix al Nasdaq e un modello cinese di intelligenza artificiale che ha rimesso in discussione i prezzi dei semiconduttori.

Cosa dicono i numeri

Partiamo dai numeri. Tra lunedì 6 e venerdì 17 luglio il future sul Nasdaq 100 (NQ, contratto con scadenza settembre 2026 che replica l'indice) è sceso da 29.930,25 a 28.768,25 punti, un calo del 3,88%. Nello stesso periodo il future sull'S&P 500 (ES, stessa scadenza) è passato da 7.562,25 a 7.494,75, cioè lo 0,89% in meno. Questi due numeri, da soli, dicono già l'essenziale: le vendite hanno colpito la tecnologia, dentro la tecnologia soprattutto i semiconduttori, e il resto del listino ha retto l'urto.

Tutti i dati che leggerete vengono dai due contratti, barre a 5 minuti sulla sessione completa Globex. L'ordine è semplice: prima la cronaca delle dieci sedute, poi la lettura dei volumi, alla fine quattro scenari per la settimana entrante. Una precisazione prima di cominciare: gli scenari non sono previsioni e non dicono ciò che il mercato farà. Ognuno si attiverebbe soltanto se il prezzo superasse o cedesse un livello preciso, e ognuno ha un punto oltre il quale smetterebbe di valere. Senza quei passaggi, nessuna delle ipotesi lascerebbe spazio a operatività.

I due futures riportati in base 100: il punto di partenza del 6 luglio vale 100 per entrambi, così i due percorsi si confrontano sulla stessa scala. A fine periodo NQ vale 96,07, ES 99,10. Fonte: elaborazione su dati CME Group, contratti NQU26 ed ESU26, barre a 5 minuti, sessioni complete Globex.

La prima settimana, dal 6 al 10 luglio: prima il record, poi il petrolio

L'avvio è dei migliori. Lunedì 6 luglio, al rientro dalla festa dell'Indipendenza, Wall Street sale con decisione: il Dow Jones chiude a 53.055,91 punti, nuovo massimo storico, e il Nasdaq Composite guadagna l'1,12% con i semiconduttori in prima fila (CNBC, 6 luglio 2026). NQ tocca in giornata quota 30.094,00. Nessuna delle sedute successive ha più rivisto quel prezzo, che è rimasto il massimo assoluto delle due settimane.

Martedì 7 il clima cambia. Il Tesoro americano revoca la licenza che permetteva la vendita del petrolio iraniano: il Brent guadagna oltre il 5% e supera i 76 dollari, mentre la coalizione navale guidata dagli Stati Uniti porta ad allerta severa il rischio per le navi nello Stretto di Hormuz (CNBC, 7 luglio 2026). Il denaro esce in fretta dai titoli legati all'intelligenza artificiale: il Nasdaq Composite perde l'1,16% e l'ETF dei semiconduttori arretra di oltre il 3%. Sul future la pressione si vede subito: la barra delle 9:30 di New York, quella dell'apertura del mercato azionario, scambia da sola 21.402 contratti, il valore più alto dell'intera finestra. NQ chiude la sessione a meno 1,76%.

Mercoledì 8 è la giornata più delicata. Al vertice NATO il presidente Trump dichiara finita la tregua con l'Iran e minaccia nuovi attacchi. Il Brent sale del 5,4% a 78,19 dollari, con un passaggio sopra quota 80 in giornata, e il Dow perde l'1,09% (CNBC, 8 luglio 2026). Per chi guarda i tassi il punto chiave è però un altro: i mercati monetari alzano le probabilità di un rialzo della Federal Reserve entro ottobre, come conseguenza dell'inflazione energetica alimentata dal conflitto (Bloomberg, 8 luglio 2026). Su NQ lo scossone arriva nella notte di New York: due barre da oltre 160 punti di escursione tra le 4:15 e le 4:20, e minimo di settimana a 28.909,75 toccato alle 5:15. Da lì parte un recupero quasi completo: la chiusura segna meno 0,10% sulla seduta precedente.

Giovedì 9 la tecnologia riparte, con il Nasdaq Composite a +1,3% e il petrolio in ritirata. Venerdì 10 arriva l'evento raro: SK Hynix debutta al Nasdaq e le sue ricevute di deposito salgono del 13% sopra il prezzo di collocamento (Bloomberg, 10 luglio 2026). Nvidia guadagna circa il 4%, Meta il 6%, e l'S&P 500 sale dello 0,42% riportandosi a ridosso dei massimi storici (CNBC, 10 luglio 2026). I futures chiudono la settimana vicino ai massimi: NQ a 30.068,50, ES a 7.626,00. Il bilancio tra apertura del lunedì e chiusura del venerdì dice +0,46% per NQ e +0,84% per ES.

La seconda settimana, dal 13 al 17 luglio: i semiconduttori cedono e trascinano tutto

I problemi cominciano quando New York dorme ancora. Nella notte di lunedì 13 la Borsa di Seul crolla: il Kospi perde quasi il 9%, appesantito da SK Hynix che lascia oltre il 15% nella peggior seduta della sua storia, mentre chi aveva costruito posizioni attorno al debutto americano le smonta in fretta (CNBC, 13 luglio 2026). In mattinata il presidente Trump annuncia su Truth Social il ripristino di quello che definisce blocco iraniano nello Stretto di Hormuz, con un rimborso del 20% sul valore dei carichi in transito. La reazione sul future è immediata: tra le 10:00 e le 10:30 di New York NQ perde oltre 170 punti e la sessione chiude a meno 2,13%, fino a quel momento la peggiore della finestra. Lo stesso giorno TSMC comunica vendite di giugno in crescita del 67,9% sull'anno. È il primo segnale del paradosso che ha poi accompagnato tutta la settimana: domanda fortissima, quotazioni in discesa.

Martedì 14 tocca all'inflazione. L'indice dei prezzi al consumo di giugno segna meno 0,4% sul mese, il calo mensile più ampio da aprile 2020, e il dato annuale scende al 3,5% dal 4,2% di maggio (BLS, 14 luglio 2026). Le attese erano per meno 0,2% e 3,8%, quindi la sorpresa è ampia. La componente di fondo resta ferma sul mese e scende al 2,6% annuo. Le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre calano da oltre il 75% al 63% (CNBC, 14 luglio 2026). I futures rispondono all'istante: alle 8:30 di New York la barra a 5 minuti di NQ passa da 29.694,00 a 29.897,25, un'escursione di 244,75 punti, mentre ES si muove da 7.561,00 a 7.595,75 con 28.443 contratti scambiati in cinque minuti. Entrambi chiudono la seduta in recupero.

Mercoledì 15 arriva la conferma dai prezzi alla produzione: meno 0,3% sul mese contro attese di variazione nulla, con la benzina in calo del 12% a spiegare buona parte della discesa (TheStreet, 15 luglio 2026). In superficie la giornata sembra ottima: Apple tocca il massimo storico, PayPal balza di quasi il 20% su un'offerta di acquisizione, Morgan Stanley pubblica ricavi e utili record (CNBC, 15 luglio 2026). Sotto la superficie però il copione non cambia: i semiconduttori vengono venduti anche sulle buone notizie, e i conti di ASML sopra le attese non bastano a fermare le prese di profitto sul comparto. Il future lascia un segnale tecnico da annotare: nella notte di New York NQ sale fino a 30.062,50 e viene respinto, senza più riavvicinare il massimo del 6 luglio nelle ore di contrattazione americane.

Giovedì 16 la pressione sui chip si fa pesante e trascina gli indici. Nella notte tra giovedì e venerdì arrivano i due colpi decisivi. Moonshot, laboratorio cinese di intelligenza artificiale, presenta Kimi K3: 2.800 miliardi di parametri, il più grande modello a pesi aperti mai rilasciato, con i pesi completi in arrivo il 27 luglio (Crypto Briefing, 17 luglio 2026). Il paragone con il caso DeepSeek di inizio 2025 è immediato: un'alternativa a basso costo ai grandi modelli americani rimette in discussione la sostenibilità della spesa in chip e infrastrutture (Associated Press, 17 luglio 2026). Poche ore prima Netflix aveva pubblicato ricavi sotto le attese e previsioni deludenti per il trimestre estivo.

Venerdì 17 i nodi vengono al pettine tutti insieme. Il Nikkei perde il 4% con i produttori di chip in forte calo, la debolezza passa all'Europa con ASML a meno 3,8% in avvio (CNBC, 17 luglio 2026), e a Wall Street l'indice dei semiconduttori di Filadelfia arriva a segnare un calo del 20% dal record di giugno, la definizione tecnica di mercato ribassista di settore, nella settimana peggiore da aprile 2025 (Bloomberg, 17 luglio 2026). Netflix cede circa il 7%. Il quadro macro complica le cose invece di semplificarle: i prezzi all'importazione di giugno salgono dello 0,3% contro attese di meno 0,8%, con un dato annuo al 7,1%, il più alto da agosto 2022. Il Comando Centrale americano conferma la settima notte consecutiva di attacchi contro l'Iran e il greggio WTI chiude a 81,14 dollari: +2,77% in giornata, +13,44% nella settimana (TheStreet, 17 luglio 2026). Per gli indici la settimana si chiude con l'S&P 500 a circa meno 1,6% e il Nasdaq a meno 2,9% (Yahoo Finance, 17 luglio 2026). Un'avvertenza per chi legge i volumi di venerdì: era il terzo venerdì del mese, giorno della scadenza tecnica mensile delle opzioni, una circostanza che di norma gonfia gli scambi di fine seduta.

Il conto finale della seconda settimana, lato futures: NQ passa da 29.952,00 a 28.768,25, meno 3,95% tra apertura del lunedì e chiusura del venerdì, con il minimo a 28.408,25 toccato venerdì alle 9:40. ES scende dell'1,48% e chiude a 7.494,75 dopo un minimo a 7.473,00.

Cosa dicono prezzi e volumi

NQ a candele di 2 ore con il profilo composito delle dieci sessioni e l'area di valore evidenziata: il prezzo più scambiato del periodo, il POC a 29.954,50, resta molto lontano dalla chiusura di venerdì. Fonte: elaborazione su dati CME Group, contratto NQU26, barre a 5 minuti, sessioni complete Globex.

Su NQ il quadro è netto. Le due settimane hanno costruito valore in alto: POC a 29.954,50, area di valore tra 29.318,25 e 29.991,25. La chiusura di venerdì a 28.768,25 sta fuori e sotto tutta questa struttura, al 21% del range complessivo della finestra. Tra 29.050,50 e la zona dei minimi gli scambi sono rarefatti: il prezzo ci è passato quasi soltanto scendendo. E c'è un fatto ulteriore: venerdì il future ha violato ogni minimo registrato da inizio maggio, e l'ultima sessione con scambi ai prezzi di venerdì risale al 5 maggio. In pratica, due settimane hanno riportato NQ indietro di due mesi e mezzo. Il massimo storico del contratto, 31.100,50 del 3 giugno, adesso dista il 7,5%.

Il profilo separato per ogni sessione mostra come si è spostato il valore giorno dopo giorno. Nella prima settimana il POC giornaliero sale fino a 30.047,25 venerdì 10. Nella seconda scende a gradini: 29.497,00 lunedì, 29.794,75 martedì con il rimbalzo del CPI, poi 29.616,50, 29.294,50 e infine 28.807,00 venerdì 17. Tra i due venerdì ci sono 1.240,25 punti di distanza. Questo è il punto che distingue la discesa attuale dalle correzioni rapide di maggio e giugno: quando il valore segue il prezzo verso il basso, giorno dopo giorno, non siamo davanti a un incidente isolato ma a un trasferimento ordinato degli scambi su prezzi inferiori.

Un profilo per ogni sessione: la linea tratteggiata unisce i POC giornalieri e mostra la migrazione del valore. Fonte: elaborazione su dati CME Group, contratto NQU26, barre a 5 minuti, sessioni complete Globex.

Il profilo separato per ogni sessione mostra come si è spostato il valore giorno dopo giorno. Nella prima settimana il POC giornaliero sale fino a 30.047,25 venerdì 10. Nella seconda scende a gradini: 29.497,00 lunedì, 29.794,75 martedì con il rimbalzo del CPI, poi 29.616,50, 29.294,50 e infine 28.807,00 venerdì 17. Tra i due venerdì ci sono 1.240,25 punti di distanza. Questo è il punto che distingue la discesa attuale dalle correzioni rapide di maggio e giugno: quando il valore segue il prezzo verso il basso, giorno dopo giorno, non siamo davanti a un incidente isolato ma a un trasferimento ordinato degli scambi su prezzi inferiori.

Le due settimane a confronto sulla stessa scala di prezzo. Fonte: elaborazione su dati CME Group, contratto NQU26, barre a 5 minuti, sessioni complete Globex.

Il confronto tra le due settimane dice la stessa cosa. L'area di valore scende dalla fascia tra 29.428,00 e 30.077,50, con POC a 29.954,50, alla fascia tra 29.256,00 e 29.981,00, con POC a 29.690,00. Lo spostamento del POC vale 264,50 punti verso il basso, e la chiusura di venerdì resta sotto entrambe le strutture. Il mercato ha accettato prezzi sempre più bassi senza trovare, per ora, una zona in cui fermarsi a costruire.

ES a candele di 2 ore con il profilo composito delle dieci sessioni e l'area di valore evidenziata: la chiusura resta sotto l'area di valore ma sopra la fascia dei minimi. Fonte: elaborazione su dati CME Group, contratto ESU26, barre a 5 minuti, sessioni complete Globex.

ES va letto in un altro modo. Anche qui la chiusura di venerdì, 7.494,75, sta sotto l'area di valore delle due settimane, compresa tra 7.542,50 e 7.618,75 con POC a 7.589,50. Il punto però è il minimo: 7.473,00, fermato esattamente dove il mercato si era già girato più volte. L'8 luglio il minimo era stato 7.468,50; prima ancora 7.470,00 il 21 maggio e 7.472,25 il 17 giugno, con altri appoggi in zona a metà maggio e inizio luglio. Quella tra 7.460 e 7.480 è a tutti gli effetti una fascia di domanda ricorrente, difesa in almeno sette occasioni da metà maggio. Finché quella fascia regge, la discesa di ES resta una correzione dentro un intervallo noto. Se cedesse, cambierebbe la natura del movimento: ma è un passaggio da verificare sui prezzi, non da anticipare.

Un profilo per ogni sessione: i POC giornalieri di ES restano in una banda stretta fino a venerdì. Fonte: elaborazione su dati CME Group, contratto ESU26, barre a 5 minuti, sessioni complete Globex.

I profili giornalieri di ES confermano. Per nove sessioni su dieci il POC resta chiuso in una banda tra 7.526,50 e 7.623,00, con oscillazioni modeste da un giorno all'altro; soltanto venerdì 17 scivola a 7.507,00. Fino all'ultimo giorno il mercato ha continuato a costruire valore più o meno sugli stessi prezzi, e la debolezza finale ha spostato il prezzo prima del valore. È la conferma, lato volumi, di quanto detto in apertura: la pressione ha colpito la tecnologia molto più del listino nel suo complesso.

Le due settimane a confronto sulla stessa scala di prezzo: il valore della seconda settimana si forma leggermente più in alto. Fonte: elaborazione su dati CME Group, contratto ESU26, barre a 5 minuti, sessioni complete Globex.

Il dato più interessante esce dal confronto settimanale. Nella seconda settimana l'area di valore di ES si sposta leggermente verso l'alto, dalla fascia tra 7.531,75 e 7.604,25 alla fascia tra 7.557,25 e 7.618,75, con il POC praticamente fermo tra 7.588,00 e 7.590,50. La chiusura a 7.494,75 lascia quindi il prezzo sotto un valore che stava salendo. Una divergenza del genere tende a risolversi in una direzione o nell'altra, senza che si possa sapere in anticipo quale: per questo la fascia tra 7.468,50 e 7.473,00 diventa ancora più importante per la settimana entrante.

Volume totale per sessione: venerdì 17 è la giornata più scambiata della finestra per entrambi i contratti. Fonte: elaborazione su dati CME Group, contratti NQU26 ed ESU26, barre a 5 minuti, sessioni complete Globex.

Ultimo tassello, la partecipazione. Nelle prime cinque sedute NQ ha scambiato 2,44 milioni di contratti, nelle seconde cinque 2,57; ES è passato da 5,61 a 6,32 milioni. La discesa è quindi avvenuta con volumi in aumento, non in un mercato svuotato dall'estate. Venerdì 17 è stata la sessione più attiva per entrambi, con 0,62 milioni di contratti su NQ e 1,60 su ES, complice anche la scadenza mensile. Su NQ, inoltre, il saldo tra scambi eseguiti in vendita e in acquisto è risultato negativo in quattro sedute su cinque della seconda settimana; fa eccezione giovedì 16, chiusa su questo fronte in sostanziale parità nonostante il calo dei prezzi. Nel complesso è il profilo di una rotazione ordinata ma insistita fuori dalla tecnologia, la stessa che si legge nelle cronache lato azioni.

Quattro scenari per la settimana entrante

Un'avvertenza prima dei quattro riquadri, la più importante dell'intera pagina. Quelle che seguono non sono indicazioni operative ma letture condizionate dei livelli: ogni ipotesi indica la condizione che potrebbe, e ribadisco potrebbe, attivarsi in determinti scenari, attraverso l'indicazione di riferimenti che il profilo dei volumi sta offrendo. Le due ipotesi su ciascun contratto sono alternative tra loro e a nessuna delle due viene assegnata una probabilità. Nulla di quanto segue descrive ciò che il mercato farà: descrive ciò che potrebbe fare, secondo la personale opinione di chi scrive. IN NESSUN CASO E CONDIZIONE, sono da interpretarsi come analisi specialistico finanziarie a fini di investimento o sotto qualsiasi altro profilo finanziario.

NQ, ipotesi di recupero

Le dieci sessioni a candele di 2 ore con il profilo al tick del periodo; la fascia ombreggiata copre la zona tra la condizione di attivazione e il secondo riferimento. Fonte: elaborazione su dati CME Group, contratto NQU26, barre a 5 minuti, sessioni complete Globex.

Condizione: recupero e tenuta sopra 29.318,25, il limite inferiore dell'area di valore. Primo riferimento: 29.697,75, nodo di volume intermedio. Secondo riferimento: 29.954,50, il POC delle due settimane. Annullamento: ritorno sotto 29.050,50, l'inizio del vuoto volumetrico.

Un rientro stabile dentro l'area di valore potrebbe suggerire che le vendite legate a semiconduttori e scadenza tecnica si sono esaurite e che il mercato accetta di nuovo i prezzi della parte alta. A quel punto i riferimenti naturali sarebbero, nell'ordine, il nodo a 29.697,75 e poi il POC. Un ritorno sotto 29.050,50 riporterebbe invece il prezzo nella zona rarefatta e farebbe cadere l'ipotesi.

NQ, ipotesi di continuazione

Sotto 28.408,25 i riferimenti più vicini tornerebbero ai livelli di inizio maggio. Fonte: elaborazione su dati CME Group, contratto NQU26, barre a 5 minuti, sessioni complete Globex.

Condizione: cedimento di 28.408,25, il minimo di venerdì e dell'intera finestra. Primo riferimento: 28.258,75, vuoto volumetrico del profilo storico. Secondo riferimento: 28.024,50, il minimo del 5 maggio, con riferimento esteso a 27.905,75. Annullamento: ritorno stabile sopra 29.050,50.

Venerdì il future ha già superato al ribasso ogni minimo da inizio maggio, e sotto quota 28.400 il profilo mostra scambi rarefatti. Se cedesse anche il minimo di venerdì, il percorso verso i livelli di maggio incontrerebbe pochi ostacoli volumetrici. Proprio per questo l'ipotesi va maneggiata con doppia prudenza: dentro i vuoti i movimenti tendono a essere rapidi in entrambe le direzioni

ES, ipotesi di recupero

Il pavimento tra 7.468,50 e 7.473,00 come base dell'ipotesi di rientro in area di valore. Fonte: elaborazione su dati CME Group, contratto ESU26, barre a 5 minuti, sessioni complete Globex.

Condizione: recupero e tenuta sopra 7.542,50, il limite inferiore dell'area di valore. Primo riferimento: 7.589,50, il POC. Secondo riferimento: 7.618,75, il limite superiore, con estensione al massimo della finestra a 7.632,00. Annullamento: cedimento di 7.468,50.

L'argomento principale a favore di questa ipotesi è la tenuta ripetuta della fascia tra 7.468,50 e 7.473,00, difesa sette volte da metà maggio. Con quella base intatta e un ritorno sopra 7.542,50, il mercato tornerebbe a scambiare dove ha costruito la maggior parte del valore delle due settimane, con POC e VAH come riferimenti naturali. Sotto 7.468,50 l'impianto cadrebbe.

ES, ipotesi di rottura

Senza il pavimento, i riferimenti tornerebbero ai minimi di giugno. Fonte: elaborazione su dati CME Group, contratto ESU26, barre a 5 minuti, sessioni complete Globex.

Condizione: cedimento di 7.468,50, la base della fascia difesa da maggio. Possibile primo appoggio: 7.456,25, nodo di volume del profilo storico. Primo riferimento: 7.429,00, il minimo del 12 giugno. Secondo riferimento: 7.390,50, il minimo del 25 giugno. Annullamento: ritorno stabile sopra 7.528,00, il nodo della distribuzione inferiore.

Una fascia difesa così tante volte, se cedesse, potrebbe liberare di colpo gli ordini di chi l'ha comprata per settimane: per questo un'eventuale rottura meriterebbe attenzione anche in ottica di accelerazione. Il nodo storico a 7.456,25 potrebbe rallentare il movimento; i minimi di giugno resterebbero i riferimenti successivi. Un rientro rapido sopra 7.528,00 segnalerebbe invece la classica falsa rottura.

Il calendario della settimana entrante

La settimana che si apre ha almeno quattro appuntamenti potenzialmente in grado di muovere i livelli descritti. La stagione degli utili entra nel vivo con i conti di Tesla e Alphabet, e in uscita ci sono i primi indici PMI di luglio (My Weekly Stock, 17 luglio 2026). Il 27 luglio Moonshot dovrebbe pubblicare i pesi completi di Kimi K3, e il settore dei semiconduttori li aspetta al varco dopo la settimana appena chiusa. Il 28 e 29 luglio si riunisce la Federal Reserve, nel contesto insolito di un mercato che discute di rialzi dei tassi, con il nuovo presidente Kevin Warsh alla prova dell'inflazione da guerra (Stephens, 14 luglio 2026). Sullo sfondo resta il conflitto con l'Iran, arrivato venerdì alla settima notte consecutiva di attacchi, che continua a scaricarsi sui prezzi dell'energia.

La domanda vera della settimana è una sola: la debolezza dei semiconduttori resta un fatto di settore, come suggerisce la tenuta di ES, oppure comincia a contagiare il resto del listino? Questa analisi non prova a indovinarlo, perché nessuno può saperlo in anticipo: i livelli elencati sopra servono a leggere la risposta man mano che arriva, senza farsi trascinare dal rumore. Il quadro, inoltre, va aggiornato giorno per giorno: qualora dalle prossime sedute emergessero informazioni utili alla costruzione di nuovi scenari, verranno pubblicate nuove analisi al momento opportuno.

Nota metodologica

Tutti i prezzi e i volumi dei futures provengono da dati CME Group sui contratti ESU26 e NQU26, scadenza settembre 2026, barre a 5 minuti, orari di New York, sessione completa Globex. La giornata di negoziazione inizia alle 18:00 del giorno precedente. Le variazioni settimanali sono misurate tra l'apertura del lunedì e la chiusura del venerdì; le variazioni delle singole sessioni sono calcolate sulla chiusura della sessione precedente. Le candele a 1 e 2 ore mostrate nei grafici sono aggregazioni esatte delle barre a 5 minuti, ancorate all'apertura di sessione delle 18:00, senza intervalli a cavallo di due sessioni. I profili dei volumi distribuiscono il volume di ogni barra sull'intera escursione della barra e sono calcolati al tick reale di 0,25 punti per entrambi i contratti, senza alcun raggruppamento: POC, aree di valore al 70%, nodi e vuoti volumetrici corrispondono quindi a prezzi effettivamente scambiati. I profili giornalieri e settimanali usano lo stesso metodo del profilo composito. I dati citati dalle cronache si riferiscono agli indici di Borsa e alle singole azioni, non ai futures, e sono attribuiti alle rispettive fonti.

ATTENZIONE: Durante il processo di elaborazione dei dati, effettuato tramite script e successive rielaborazioni digitali, potrebbero essersi verificati errori, anomalie o omissioni involontarie.

Pertanto, ogni lettore è invitato a verificare personalmente quanto riportato, replicando il quadro analizzato sui propri grafici e utilizzando esclusivamente le proprie piattaforme e fonti dati per eventuali valutazioni operative.

Le informazioni relative a prezzi, grafici, livelli e qualsiasi altra indicazione tecnico-finanziaria presenti in questo articolo non devono essere considerate una fonte garantita di accuratezza e non costituiscono in alcun modo una base affidabile per decisioni di investimento o trading senza una preventiva verifica indipendente.

Fonti

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all'investimento. Gli scenari descritti sono ipotesi condizionate a livelli di prezzo, e lettura discrezionale del suo autore, e NON sono da considerarsi come previsioni autorevoli. I futures comportano un rischio elevato e possono determinare perdite superiori al capitale investito; ogni decisione operativa resta di esclusiva responsabilità di chi la assume.

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